IL PROGETTO / UBUNTU FOR CHANGE
Un piccolo credito.
Una possibilità
che continua.
Microcredito, formazione e relazioni: accompagniamo le donne di Kampala nell’avvio delle loro attività, insieme alla comunità.
«Io sono perché tu sei, quindi noi siamo». La filosofia Ubuntu ci ricorda che il benessere di ciascuno è legato a quello degli altri.
IL METODO / PASSO DOPO PASSO
Come funziona
il progetto.
01
Le idee vengono dalle donne.
NASSO raccoglie le proposte e condivide i piani delle attività con U4C. Nella valutazione contano la motivazione e il contributo che l’attività può dare alla comunità.
02
Ci si prepara insieme.
Durante la formazione presentiamo il progetto e i fondamenti di economia utili a gestire una piccola attività.
03
Finanziamo le attività.
I fondi permettono di acquistare materie prime e strumenti. NASSO accompagna gli acquisti per l’avvio o il potenziamento dell’impresa.
04
L’accompagnamento continua.
Il collaboratore locale segue le attività e gli aspetti finanziari. Il confronto permette di riconoscere le difficoltà lungo il percorso.
05
Le partecipanti si confrontano.
Gli incontri periodici creano occasioni di confronto e sostegno reciproco tra le donne coinvolte.
06
La presenza è fondamentale.
Ogni anno dall’Italia raggiungiamo la comunità in Uganda per incontrarci e confrontarci. Coltivare queste relazioni è una parte fondamentale del progetto.
07
Il credito torna al fondo comune.
È prevista la restituzione del 50% del credito entro sei mesi. La somma torna nel fondo comune e contribuisce a finanziare altri progetti.
MICROCREDITO & UBUNTU
Le idee che guidano
il nostro progetto.
Il microcredito: un’idea che viene da lontano
Una delle esperienze più note di microcredito nasce dal lavoro di Muhammad Yunus, economista bengalese che nel 1976 avvia un progetto di piccoli prestiti in Bangladesh. Da quell’esperienza nasce nel 1983 la Grameen Bank. L’idea è semplice: offrire alle persone escluse dal credito tradizionale piccoli prestiti, senza garanzie reali, per avviare un’attività. Le donne hanno un ruolo centrale in questo percorso. Nel 2006 Yunus e la Grameen Bank ricevono il Premio Nobel per la Pace.
Da quell’idea sono nati migliaia di progetti in tutto il mondo. U4C si inserisce in questa storia — ma con una consapevolezza precisa di ciò che, in molte esperienze di microcredito, non ha funzionato.
Perché U4C è diverso
Il microcredito, quando diventa solo un prodotto finanziario, rischia di ripetere gli errori che voleva correggere: tassi che diventano insostenibili, prestiti concessi senza reale accompagnamento, un rapporto che resta a distanza, tra chi finanzia e chi riceve.
U4C nasce per essere diverso su questo punto preciso. Non ci fermiamo all’erogazione del credito: restiamo presenti, con la formazione economica e con incontri costanti nella comunità di Kampala. Non consideriamo la restituzione un semplice obbligo contrattuale, ma il gesto che rende possibile l’opportunità di un’altra donna. E non guardiamo alle beneficiarie come a un target, ma come a persone con cui costruire una relazione.
La circolarità del progetto
Nel progetto U4C è prevista la restituzione del 50% del credito entro sei mesi. La somma restituita rientra nel fondo comune e contribuisce a finanziare le attività di altre donne. Ogni restituzione crea così un legame tra chi ha già ricevuto un sostegno e chi potrà riceverlo.
Le restituzioni affiancano le nuove donazioni e aiutano a dare continuità al progetto. La circolarità del fondo è un modo concreto di condividere le opportunità e prendersi cura della comunità.
Ubuntu: non uno slogan, una visione del mondo
Ubuntu non è solo il nome che abbiamo scelto: è la struttura di pensiero su cui è costruito il progetto. È una filosofia delle popolazioni bantu dell’Africa australe, che si riassume nell’espressione umuntu ngumuntu ngabantu — una persona è persona attraverso le altre persone.
È un’idea di identità radicalmente diversa da quella a cui siamo abituati in Occidente, dove il singolo viene spesso prima della relazione. Nell’Ubuntu è vero il contrario: io divento me stesso solo nel rapporto con te, con la comunità, con chi mi circonda. Il mio benessere e il tuo non sono separabili.
È questa visione — non una metafora, ma un vero modo di intendere la persona e la comunità — a spiegare perché U4C non poteva essere pensato come un semplice schema di prestiti: doveva essere, fin dall’inizio, un progetto di relazioni.
NELLE PAROLE DI CHI PARTECIPA
«I figli non hanno più fame, hanno le divise per la scuola e se stanno male si possono finalmente acquistare medicine.»
Stella · Primo ciclo di finanziamento
Testimonianza riportata nella presentazione del progetto.
LE ASSOCIAZIONI
Le associazioni
con cui lavoriamo.
ProSPES APS
L’associazione di cui Ubuntu for Change è un progetto. Accompagna i giovani nella crescita personale e nelle relazioni, promuovendo incontro e solidarietà in Italia e oltre i suoi confini.
NASSO
Il partner ugandese attivo nell’educazione e nella salute. Raccoglie le proposte delle donne, gestisce le linee di credito e accompagna l’acquisto di materie prime e strumenti. Il progetto si inserisce nella sua rete di servizi educativi, sanitari e di sostegno alla comunità.
C’è spazio anche per te.
Puoi sostenere il progetto con una donazione oppure contribuire con il tuo tempo e le tue competenze.
